Un libro, insieme per Amatrice con C1V Edizioni

Si è conclusa il 31 dicembre 2016 l'iniziativa "Un libro per Amatrice, insieme a C1V Edizioni". 

Il contributo della casa editrice è stato inviato al Comune di Amatrice  in data 11/1/2017 a sostegno della ricostruzione, per l'iniziativa "Adotta un'opera".

 

C1V Edizioni è stata inoltre ad Amatrice il 27 ottobre 2016, incontrando e intrattenendo i bambini e i ragazzi della scuola con i libri portati in dono a ognuno di loro.

La nostra giornata ad Amatrice, tra nuvole e sole...

 

Il nostro viaggio per Amatrice: 26 e 27 ottobre 2016. Il nostro cammino da Roma è scandito da notizie in continuo aggiornamento che ascoltiamo alla radio: si parla di scosse, la terra trema,  è ancora terremoto in Centro Italia, Umbria e Marche le più colpite.

È già sera, e via via che si procede verso le zone interne, direzione Borbona, dove trascorriamo la notte, la “Salaria” diventa sempre più stretta e più buia. Arriva anche la pioggia e i dubbi ci assalgono: “Cosa starà succedendo ad Amatrice? Arriveremo mai a destinazione? Potremo incontrare i bambini e i ragazzi per quella giornata di solidarietà e di letture condivise programmata con cura e con un pizzico di sana adrenalina?”.

Le domande non possono trovare risposta, non subito. Bisogna procedere, tentare, andare, mentre altre notizie arrivano, una dietro l'altra. Dopo quasi tre ore di macchina arriviamo a destinazione, la prima tappa è fatta: siamo a Borbona, piccolo borgo del Reatino, a pochi chilometri da Amatrice. Qui, nella sala ristorante della pensione che ci accoglie, guardiamo le immagini che passano continuamente in tv, nei tg, in diretta, tutti davanti allo schermo per cercare di capire. “Aveva ragione la radio...”: la tivù dà la conferma del disastro e anche qui, sotto i nostri piedi, la terra si muove, il tavolo balla, la paura cresce.

 

“Cosa succederà domani? Quanta paura ancora tra la gente di Amatrice?” Le domande tornano di nuovo. Ma anche stavolta le risposte non possono arrivare. Aspettiamo, speriamo, cerchiamo di capire, in attesa del giorno tanto atteso. Un primo quadro della situazione ce lo danno i geofisici che alloggiano anche loro alla pensione di Borbona: mentre i loro apparecchi misurano le scosse annunciate in parallelo dai tg, ci parlano di Amatrice, dove sono al lavoro al fianco di chi come loro opera per la ricostruzione.

Un sismologo si sofferma sul lato umano: ci racconta dei vecchi che non vogliono allontanarsi dalle loro case, le loro radici, la loro identità, il  senso di una intera vita. Il lutto di Amatrice - racconta l'esperto - è il lutto di tutti, senza più confini tra consolatori e consolati: il dolore porta il segno della condivisione, del “noi”, per la comunità, fino a quando la solitudine non prende il sopravvento e torna l'individuo coi suoi bisogni e con  la voglia di ritrovarsi nella propria casa che spesso esiste ormai soltanto nei ricordi.

Ma tant'è, tra una parola e un'altra, tra una notizia e l'altra, la notte cede il passo al giorno.

 

È arrivato il giorno di C1V Edizioni ad Amatrice e dunque si riparte. Tornano le domande della sera prima: “Arriveremo a destinazione? E i problemi di viabilità di cui si parla? I bambini e i ragazzi saranno pronti ad accoglierci?”

Anche stavolta le domande non possono trovare risposta. Bisogna proseguire senza esitare: il primo obiettivo è giungere in tempo alla frazione di San Cipriano, dove sorgono i prefabbricati messi in piedi per la scuola dalla Protezione civile del Trentino, e per arrivate alla meta abbiamo a disposizione soltanto una stradina secondaria spesso stretta e fangosa.

Viaggiare di giorno, però, è tutta un'altra storia. La luce ci rassicura, la pioggia della sera prima non c'è più, il sole fa spesso capolino tra le nuvole. Amatrice è sempre più vicina e dopo circa mezz'ora siamo arrivati.

 

Qui troviamo volontarie e volontari, uomini e donne delle forze dell'ordine, operai al lavoro, tanto fermento. Da un lato la vita e la solidarietà, dall'altro la distruzione, cumuli di macerie, case smembrate, recinzioni, scenari di guerra, immagini spettrali.

Siamo a San Cipriano. Le scosse della notte le hanno avvertite anche qui e il 27 mattina non tutti i bambini sono a scuola, perché la sgomento può significare insonnia, specie se per paura si dorme in tenda. Ma anche in questo caso le nuvole lasciano spazio al sole. La scuola va avanti e ci accoglie per una giornata insieme.

 

Qui più che altrove, la scuola è infatti la vita che continua, nella normalità da riconquistare, nonostante tutto. I ghuizzi di vita sono ad esempio i colori dei bambini che animano i disegni ispirati alla favola delle nostre “Tartarughe sorprese”. La vita che si muove sono i mille abbracci che un bambino ci offre in questa giornata speciale. La slancio vitale è leggere insieme ai bambini e ai ragazzi i libri donati a ogni studente dall'editrice, Cinzia Tocci, dagli autori Sauro Benvenuti e Stefano Re, e da chi tra i lettori e le lettrici ha creduto nel progetto.

 

La vita che continua è anche resistere al dolore con la forza dell'amore. È la testimonianza di Paola Pacca, giunta dalla Toscana con Sauro Benvenuti per questa giornata “a colori”. Una mattinata da trascorrere insieme ai bambini anche in ricordo della sua Daniela, la ragazza morta a vent'anni per la malattia rara di Lafora cui sono stati dedicati “Tartarughe sorprese” e “Nella corretta misura. Pensieri e parole. In ricordo di Daniela”, un libro, quest'ultimo, che è l'omaggio di mamma Paola per la biblioteca comunale tutta da ricostruire.

Ritrovare il filo della normalità vuol dire inoltre tornare a parlare dei problemi di sempre che riguardano i giovani. Proprio come fa l'autore del libro “1 dei tanti”, Sauro Benvenuti, a tu per tu con le ragazze e i ragazzi di Amatrice per discutere di bullismo, una questione ahinoi  “normale”, nel senso “nella norma”,  tra gli adolescenti a tutte le latitudini.

 

La vita che ricomincia si può riscoprire con i libri, le storie, il racconto. Ecco un altro esempio: “Il pupazzo di neve”, favola tratta da “Il sole nel bauletto”, del milanese Stefano Re, anche lui pronto per una giornata ad Amatrice ma rimasto bloccato nelle Marche per i digagi seguiti al sisma. La storia è tra quelle di C1V preferite dai bambini della scuola di Amatrice. Essa narra di bambi delusi e arrabbiati con  il sole che con il suo calore ha sciolto il loro pupazzo di neve. In risposta alla loro protesta, il sole si offende e li lascia al buio per due giorni, fino a quando non chiedono scusa e capiscono che “le cose belle possono durare anche poco, perché comunque ne ricominciano altre”. 

 

Insomma: a ogni fine segue un nuovo inizio, una nuova ripartenza. In fondo è proprio questa la speranza di Amatrice: il buio e poi la luce, la notte anticamera del giorno, le nuvole e poi la pioggia e poi ancora il sole.

 

Francesco Ciampa

Ogni classe delle elementari ha contribuito a dare colore alle illustrazioni selezionate per ripercorrere la favola delle Tartarughe Sorprese.

 

Il lavoro di gruppo è ora custodito presso l'aula della quinta elementare e quando sarà disponibile la nuova biblioteca, sarà portato lì a beneficio di tutti e in memoria di questa giornata all'insegna del piacere della lettura in continuità con l'appuntamento di questo periodo dell'anno con la manifestazione

‘Libriamoci.

Giornate di lettura nelle scuole’ è l’iniziativa promossa dal Centro per il libro e la lettura e dalla Direzione generale per lo studente, nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ogni anno, a fine ottobre, coinvolge le scuole italiane di ogni ordine e grado, sia sul territorio nazionale che all’estero.

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