Febbraio 2017

Dopo "Il Cucciolo mancante", e "Lettere dal Nepal",

il terzo libro di Franco Cascini che prosegue

il viaggio solidale e letterarioiniziato con gli altri due volumi.

Prezzo di copertina del libro €13,00 + spese di spedizione.

Isbn: 978-88-98295-40-1     

                                                                                                            

Un viaggio compiuto con il cuore, con la curiosità di chi vuole conoscere realtà sempre nuove per imparare, un susseguirsi continuo di immagini con le quali instaurare contatti profondi. Un percorso. Un cammino di crescita. Non tanto paesaggi quanto emozioni. Paesaggi dell’anima.

 

Il Viandante curioso offre importanti spunti di riflessione sulla vita: è un libro di viaggio, un percorso compiuto “con occhi curiosi” in varie parti del mondo, un susseguirsi continuo di immagini emozionanti che ci permettono di scoprire realtà molto diverse tra loro con le quali instaurare contatti profondi. Cavalchiamo con l’autore i prati della Provenza, visitiamo Arles, Aigues Mortes, la spiaggia di Grau-du-Roi, Sommières, Uzès, il paesaggio spettacolare delle Cévennes. Poi ci ritroviamo nelle Maldive, dove il narratore ci permette di ammirare gli splendidi fondali con le sue immersioni. Attraversiamo l’Amazzonia a bordo di un autobus, prendiamo una canoa a Coca e poi il favoloso treno delle Ande. Successivamente percorriamo in autobus il deserto in Sudan, visitiamo Dongola, “un’oasi nel deserto di sabbia e in quello dello spirito”. Poi respiriamo l’aria di festa nella moschea di Hamed El Nil nel deserto appena fuori Omdurman. Attraversiamo l’Africa occidentale ed entriamo in contatto con l’anima dell’Africa, che è lì “tra le stradette in terra battuta dei villaggi, nella povertà essenziale delle capanne dal tetto di paglia, nel volto calmo dei vecchi che siedono davanti alla porta fumando la pipa”. Molto bella è in questa parte del testo la descrizione del mercato con le merci che “avanzano ondeggiando sul capo delle venditrici”, le pettinatrici che disegnano su una lavagnetta le acconciature che possono offrire e le clienti “siedono pazientemente per terra mentre i loro capelli, in due o tre ore di lavoro, prendono le forme più seducenti” e gli artigiani che mostrano i loro prodotti ed eseguono lì per lì i lavori ordinati.

 

Che miseria, al confronto, le file ai banchi di un supermercato! Mancano gli strilli dei bambini, i colpi di maglio del fabbro, le miracolose proposte dei ciarlatani, le canzoni dei musicisti girovaghi che raccontano storie di dei e di re. Mancano le voci di queste donne tenere e forti, le loro espressioni emozionanti e vere.

Ci immergiamo in un mondo “pervaso di sacralità e di mistero”.

 

L’Africa violenta coesiste con l’Africa religiosa. Il senso del sacro è presente in ogni aspetto della vita, soprattutto in quella degli umili, e al di sopra della povertà e della durezza delle vicende quotidiane infonde una più consolante visione del mondo e un soffio di spiritualità. […]

[…] Sarebbe molto superficiale pretendere di liquidare tutto ciò sotto l’etichetta dell’ignoranza e della superstizione. C’è qualcosa di più. C’è l’intuizione di una realtà ulteriore, la convinzione che ciò che si vede è solo una parte, una piccola parte del mondo. L’uomo africano cerca un contatto con questa invisibile realtà. E in ciò forse, prima che la nostra micidiale invasione distrugga del tutto gli aspetti più profondi della sua civiltà, l’uomo africano si avvicina al vero più di uno scienziato europeo.

 

    Dopo questo interessante viaggio nel mondo africano, si materializzano nella nostra fantasia i castelli in Giappone; primo fra tutti il castello di Hakuro, che “risalta contro il cielo in una fuga di candide mura, i tetti ricurvi sembrano ali”. Poi appaiono i templi e gli splendidi giardini giapponesi. Suggestiva è anche l’immagine del lago Dal in Kashmir. Attraversiamo l’Himalaya con l’autore e ammiriamo con lui il fiume che scorre tra i sassi come un torrente alpino, i boschi di pini e in alto le cime bianche di neve (poetica è l’immagine dei “monti misteriosi che nel tramonto assumono toni rosati”) e visitiamo varie località. Intrigante, più avanti nel testo, è l’immagine sull’autobus che in Rajasthan fa servizio tra Jodhpur e Jaisalmer dell’uomo dall’aria “intenta e pensosa”, che alla fine scende dall’autobus “in silenzio”, si avvia verso il deserto e un attimo dopo sparisce. Affascinante è poi la descrizione della città di Jaisalmer

 

Lo straordinario spettacolo della corona di mura che il sole del deserto, la sera, riveste di un colore dorato non è il solo motivo di fascino di questa città. Jaisalmer è magica anche per la preziosa bellezza dei suoi edifici. Cupole, logge, nicchie, colonne, terrazze sono scolpite nella pietra e nel marmo e minuziosamente incise con elaborati ricami; finestre e balconi sono traforati con tale finezza che a prima vista sembrano intagliati nel legno; le balaustre hanno l’aspetto di grate; da cornici cesellate ci si aspetta si affaccino visi di donne a curiosare sulla via. […] Camminare per Jaisalmer è una continua sorpresa in strade imprevedibili dove a ogni angolo si possono scoprire scorci davanti ai quali ci si ferma stupiti.

 

   Successivamente approdiamo all’Isla Lobos delle Galàpagos dove i leoni marini catturano la nostra attenzione, e appena sbarchiamo sull’Isla Española le sule a zampe blu “ci salutano con lunghi fischi tendendo il becco appuntito verso il cielo”.

    Molto bella è infine l’immagine con la quale si apre l’ultimo capitolo ambientato a Bierhütte: “Una luminosa raccolta di case dal tetto bianco di neve, le finestre ornate da tendine di pizzo, stelle, fiocchi di cristallo, alberini sui vetri”. Tra l’altro, a nostro avviso, non è casuale la scelta del periodo dell’anno: il Capodanno. Si tratta infatti di un inizio; in quest’ottica si può interpretare Il viandante curioso come un percorso di crescita che porta a una rinascita dell’essere umano, che non vede più “un piccolo io che sta chiuso come in un guscio”, ma percepisce se stesso e ogni cosa come “espressione dell’infinita totalità del reale”, “sente l’uno nel tutto e tutto nell’uno”. Si rifletta al riguardo sulla presenza in quest’ultimo capitolo della statua del Buddha coperta di neve ma con “il viso scoperto”.

 

Franco Cascini è nato a Fiume e risiede nell'isola d'Elba. Ha svolto la professione di magistrato e ha successivamente operato nella Cooperazione Internazionale compiendo missioni di aiuto umanitario in Eritrea (1993), Burundi (1993-94), Tchad (1994), Rwanda (1995), Cina (2000-2001), Mali (2005), Nepal (2002-tuttora in corso). Ha conseguito un Master universitario in Diritti Umani e Interventi Umanitari e ha seguito corsi di formazione presso l'Istituto Internazionale dei Diritti Umani a Strasburgo, Il Ministero degli Affari Esteri del Belgio, Medici senza Frontiere, le Università di Leeds in Inghilterra e di Guangzhou in Cina, l'Istituto di Studi di Politica Internazionale a Milano, l'Istituto di studi buddhisti Lama Tzong Khapa a Pomaia.

nOVITà

SCOPRI LE ULTIME USCITE CON IL BOLLINO "NEW"

cnmp

DOVE SCIENZA, I MEDIA E IL WEB SI INCONTRANO

PROGETTIAMO

IL FUTURO

NASCE IL PHOTOROMANZO4.0

© 2014-2019 by C1V Edizioni di Cinzia Tocci

P.IVA 12827221008

  • Wix Facebook page
  • Wix Twitter page
  • Instagram