PUBBLICATO IL 20 DICEMBRE 2014

CRONACA DI UN BEST SELLER ANNUNCIATO

 

Roberto Curcuruto, al suo secondo libro, svela come è nato.

 

Correva l’anno, o perlomeno correva in moto in quell’anno, in una notte del 1990, il futuro dottor Roberto Curcuruto, specialista in medicina dello sport, insieme al suo amico Franco. I due ragazzi, all’epoca studenti, stavano tornando da una gita a Calcata. Era estate, ma faceva freddo in motocicletta. La strada buia correva veloce e tortuosa tra file di alberi. In quel momento, forse suggestionato dallo scenario, il suo amico comincia a raccontare una storia sentita chissà dove: “Un tipo dopo aver conosciuto una ragazza in discoteca, la accompagna a casa in moto,  percorrendo una buia strada alberata - proprio come loro -. A un tratto, il giovane alla guida si accorge di aver “perso” il passeggero. Incredulo torna indietro per diversi chilometri nel tentativo di trovarla, ma della ragazza nessuna traccia. Il giorno successivo si reca all’indirizzo dove avrebbe dovuto accompagnarla, ad aprire sarà la madre che dopo aver ascoltato il giovane rimane sconvolta. Sua figlia era morta esattamente un anno prima proprio su quel tratto di strada”.

 

Fu questa storia raccontata in quella notte a dare il primo input a Roberto Curcuruto per buttare ufficialmente giù il canovaccio di ciò che nel terzo millennio sarebbe diventato un Best Seller da tam tam tra i lettori: LA FOTO RUBATA, pubblicato nel dicembre 2014 con Edizioni C'era una volta. L’iter “pennografico” di questo libro risulta però tortuoso: inizialmente la storia vedeva come protagonista un fotografo che, stanco dei suoi servizi matrimoniali, decide di fare un reportage al porto della sua città e scatta alcune fotografie tra pescatori e pescherecci. Dalle immagini catturate ne ottiene una che probabilmente inquadra la persona sbagliata… Abbordato da una ragazza in un locale, con la quale nascerà una storia d’amore, vedrà la sua fotografia scomparire insieme alla ragazza stessa. Comincerà così un’affannosa ricerca per ritrovare quella donna che in breve aveva fatto breccia nel suo cuore. Scoprirà solo dopo alcuni giorni che la ragazza di cui si era innamorato era morta anni prima. Ma la storia non sarà poi questa.

 

Il primo canovaccio rimarrà dormiente per diversi anni, anche se occasionalmente rivisto e modificato nella forma e nella sostanza. A risvegliarlo sarà uno strano episodio di “malasanità” accorso alla sua attuale compagna, dal quale Roberto Curcuruto ricaverà materiale utile per scrivere il suo primo romanzo pubblicato “Malata per caso” (2010) e favorevolmente accolto dai lettori. Sulla spinta emotiva di questo personale successo, il medico-scrittore decise di riprendere il vecchio canovaccio, dando così vita al nuovo romanzo LA FOTO RUBATA.

 

Nel frattempo, l’autore ha coltivato l'hobby della scrittura con dei piccoli corti. Scrivere per lui rappresenta un'isola in cui rifugiarsi nei momenti difficili, riuscendo a leggere in chiave comica ciò che il quotidiano offre anche come dramma. Inoltre, ha sempre amato fotografare. Proprio negli anni ’90 insieme ad alcuni amici aveva messo su una piccola camera oscura e istituito il “Premio Cantina”. Ecco svelato il mistero della foto rubata. Poliedrico, il medico-scrittore-fotografo ha anche seguito un corso di teatro, sua altra passione, che gli riesce in modo del tutto naturale, trasferendo sul palco, come su carta, le sue doti di ironico traduttore della realtà.

 

In merito al libro LA FOTO RUBATA, uscito a metà dicembre 2014, l’editore lo definisce un Best Seller annunciato per via della penna con la quale l’autore lo ha reso unico nella struttura e nello svolgimento, toccando anche tematiche di vita e valori sempre attuali e rendendolo fluido e coinvolgente a tal punto da far riuscire a percepire in certi momenti il respiro dei suoi personaggi. Sono proprio questi ultimi, resi reali dallo stile dell'autore, che fanno entrare il lettore con essi all'interno della storia. Fotogramma dopo fotogramma vedi passare davanti ai tuoi occhi il film che non avevi ancora mai visto e alla fine del libro sei pronto a spingere il tasto rewind per tornare indietro e immergerti nuovamente in questo capolavoro. Ci sarà un seguito? Per ora l’autore tace.

 

Un paio di curiosità riferite da Roberto Curcuruto: «La scelta dei nomi dei protagonisti nasce solo dalla facilità d'uso: Marco, Lara, sono nomi corti che si scrivono velocemente (hanno rischiato di chiamarsi Ugo e Ada), mentre la scelta dei nomi dei luoghi con i nomi di fantasia è stata assolutamente casuale: Riggiano ricorda il cognome di un paziente. Per scrivere la storia ho sfruttato tutti i mezzi e tutti i luoghi: correndo ho pensato la scena di Matilde “la piovra” e l'ho trascritta al volo prima di farmi la doccia; l'incontro con Tyson l'ho scritto con l' iPhone nella sala d'aspetto del S. Andrea; la storia dell'ingegnere, invece, l'ho vissuta realmente alcuni anni fa. Ricordo di averla scritta appena tornato a casa dopo quella terribile visita domiciliare (per non dimenticare, per dare giusto peso alle cose), parcheggiai il racconto nel mio PC, per poi inserirlo inaspettatamente nel romanzo».

 

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SPILBOOK  LA FOTO RUBATA

Spilla "Foto Rubata"

 

Dal libro firmato Roberto Curcuruto

 

 

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INTERVISTA ALL'AUTORE

 

ROBERTO… DAL COGNOME DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE: CURCURUTO! SEI ROMANO DOC, VERO?

Il cognome è difficile, io stesso lo sbaglio spesso, però ho scoperto che con il tempo rimane impresso. Diciamo che è difficile da digerire ma poi...

Il cognome è di origine siciliana, Enna per la precisione, con la quale però non ho legami, sono nato a Roma da genitori romani.

 

DICEMBRE 2014: IL TUO SECONDO LIBRO, LA FOTO RUBATA, VIENE PUBBLICATO DA EDIZIONI C’ERA UNA VOLTA. COSA TI HA SPINTO A SCRIVERE QUESTO LIBRO E PERCHE’?

Cominciamo col dire che se C'ERA UNA VOLTA non c'era, il libro restava scritto nel mio computer. Quando cominci a scrivere lo fai per buttare giù un’idea, per fissare un'emozione, poi piano piano questa prende corpo, cresce, più la nutri, più lei diventa grande. Tipo un figlio, hai presente?

 

UNA COSA E’ CERTA: SEI MEDICO, USI LA PENNA PER LE RICETTE E LE PRESCRIZIONI… MA NON SOLO. COSA VUOL DIRE PER TE SCRIVERE UN LIBRO COME QUESTO?

Scrivere un libro, un romanzo in particolare, è come fare un bellissimo viaggio attraverso il quale scoprire cose e persone. In alcuni casi ho scoperto anche me stesso, con le mie paure, le mie resistenze. Il libro però ti dà anche la possibilità di creare un mondo diverso, di vivere emozioni che magari la tua routine non ti concede. Gli stessi personaggi spesso prendono vita e si modificano autonomamente. Insomma, scrivere è come entrare nella stanza dei giochi prendere le costruzioni e creare nuove figure, se vengono bene le tieni, se sono brutte le cancelli.

 

A CHI SI RIVOLGE “LA FOTO RUBATA” E PERCHE’?

Non credo che esista un pubblico specifico, penso possa essere letto da tutti coloro che abbiano voglia di immergersi in un’atmosfera in cui l'amore per una donna spinge un uomo a fare cose anche pericolose (e viceversa). Nel libro a Marco succedono delle cose alle quali risponde con una forza e una determinazione che non sa neanche di avere. Di conseguenza il libro è aperto a tutti, forse lo sconsiglierei ai Visigoti perché estinti.

 

COSA HAI VOLUTO TRASMETTERE AI LETTORI CON QUESTO LIBRO”?

Spero di aver trasmesso "Roberto" con tutto ciò che mi rappresenta, pregi e difetti compresi. Ci sono dei passaggi che mi hanno fatto ridere, altri che mi hanno fatto piangere, spesso ho riflettuto su come le cose della vita possono essere diverse da come sembrano. Ho voluto giocare sull'ambiguità delle persone, che sembrano ciò che non sono. Di come ognuno di noi è un microcosmo che contiene tante storie, che se non possono essere esplorate non possono neanche essere capite.

 

QUALI SONO I PUNTI DI FORZA E I PUNTI DI DEBOLEZZA DI QUESTO LIBRO?

Mi piacerebbe saperlo dai lettori :)

 

QUALI EMOZIONI HAI PROVATO NEL SCRIVERE QUESTO LIBRO?

L'emozione più grossa è stata scrivere i ringraziamenti. Solo con l'aiuto diretto o indiretto delle persone si realizzano i sogni. Sono stato fortunato perché in questo percorso ho incontrato molte persone disposte a darmi una mano. Oggi mentre guardo la copertina del libro mi rendo conto di aver dato vita ad una serie di persone che mi sono entrate nel cuore. Sono tutti figli miei, anche i più cattivi. È stato bellissimo vederli diventare grandi e prendere le loro strade, e se posso essere sincero, ora che è stata scritta la parola fine, mi sento un po’ solo.

 

DA DOVE HAI TIRATO FUORI I PERSONAGGI E LA TRAMA?

La trama come ho scritto nelle “Note al lettore”, nasce da una storia raccontatami molti anni fa da il mio amico Franco. Una storia ai confini con il soprannaturale, che però mi suggestionò molto e che mi fece immediatamente venir voglia di scrivere qualcosa a riguardo. Poi con il passare del tempo ha cambiato forma più volte, e si sono aggiunti personaggi e situazioni… ma non posso svelare altro, insomma, come si dice, è top secret, fino quando non si legge il libro.

 

PERCHE’ CONSIGLI LA LETTURA DI QUESTO VOLUME?

Perché il mio Editore dice che è un Best Seller annunciato e mai contraddire un Editore come il mio, se lo dice lui (che poi è una lei) è una garanzia.

 

PERCHÉ HAI SCELTO DI PUBBLICARLO CON “EDIZIONI C'ERA UNA VOLTA”?

Come dicevo prima, un libro senza una casa editrice che ti dà fiducia, che ti supporta, che vede qualcosa di buono in te, altro non è che una serie di fogli dentro il PC.

EDIZIONI C'ERA UNA VOLTA è stato tutto questo e anche di più. C'ERA UNA VOLTA è arancione, cioè è solare coinvolgente, accomodante. Per cui, per una persona come me che in primis cerca il rapporto umano, quando mi è stato garantito questo non ho voluto ne dovuto cercare altro.

 

COSA TI ASPETTI DA QUESTA OPERA?

Se è vero che un libro è come un figlio, da un figlio ci si aspetta il meglio. Chiaramente ogni "scarrafone" è bello a mamma sua e quindi non posso essere oggettivo... Mi piacerebbe che incontrasse il favore del pubblico, o più semplicemente che incontrasse il pubblico.

 

UNA DOMANDA FACOLTATIVA, COME AGLI ESAMI… FATTI LA DOMANDA E DACCI LA RISPOSTA :)

Che ore sono? Le 19! Scherzo la domanda che mi pongo è: “Sarò in grado di scrivere ancora?” Spero di sì, nella mente ho diverse storie che vorrei raccontare e trasformare in romanzi, ho scritto anche decine di mini storielle che sono frutto dell'osservazione quotidiana, di una realtà percepita e poi distorta attraverso il filtro della mia ironia. E poi, dopo aver finito di leggere LA FOTO RUBATA, la mia casa editrice mi ha chiesto come sta Marco e che fa… Infine, mi piacerebbe scrivere qualcosa di tecnico, legato alla mia professione, che resta comunque la cosa che mi rappresenta di più.

 

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