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SETTE CARATTERISTICHE DELLE SETTE


Quello delle sette è un fenomeno la cui entità varia a seconda delle definizione del termine. Esse si configurano come una delle più meschine forme di sfruttamento, protetto dall'uso improprio e strumentale del principio di libertà. Un prete potrebbe dire che il fenomeno coinvolge molti milioni di persone in Italia, perché considera sette tutti i movimenti alternativi. In termini laici, possiamo dire che coinvolge centinaia di migliaia di persone, di cui alcune migliaia sono vittime di abusi psichici e fisici gravissimi. Ma cosa sono le sette?


Le sette non sono piccole religioni (e spesso non sono nemmeno religioni). Dimensioni e successo delle credenze condivise non hanno alcun impatto sulla valutazione di un gruppo in tal senso. Ciò che conta per gli studiosi è come questo gruppo viene gestito.

Una seconda caratteristica è che le sette sono sistemi di credenze alternative psicologicamente chiuse al resto della società. Infatti, non solo il mondo viene diviso in modo dicotomico, con la purezza e la verità esclusive del gruppo e un mondo esterno, impuro e dominato dalla menzogna, ma i membri sono indotti a chiudere ogni rapporto con la vita e con le persone precedentemente frequentate, inclusi i familiari.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le sette non attirano solo sprovveduti, anzi, spesso gli adepti sono persone molto intelligenti. Tutti siamo, in particolari momenti della vita (insuccessi, perdite, crisi coniugali, ecc.), proni alla persuasione orientata al controllo. Le sette propongono risposte semplici e risolutive a problemi complessi presentandole come occasioni uniche non colte dal mondo esterno. Ciò ha un enorme potere attrattivo su persone che si trovino in periodi conflittuali o critici. Il nuovo gruppo offre sollievo e un caldo senso di comunità che rinforza la determinazione a impegnarsi e restare.

Inoltre, le sette sono gestite da autorità "carismatiche" che utilizzano sistemi formali ed informali di influenza per mantenere l'obbedienza. Infatti la tolleranza per il disaccordo interno è nullo (per tacere dei controlli dall'esterno). Questi individui carismatici hanno caratteristiche di personalità narcisistiche e istrioniche in grado di persuadere facilmente i primi adepti, ma il reclutamento successivo avviene spesso secondo uno schema piramidale con reclutatori che sanno individuare gli obiettivi più adatti, spesso nel proprio entourage.

Le sette richiedono un alto livello di impegno dei membri, generalmente mantenuto da una rigorosa gerarchia. Ciò permette ai leader un controllo totale delle vite e delle relazioni dei membri.

Le sette attuano varie forme di indottrinamento, alcune basate su noti fenomeni psicologici, ma spesso sui punti deboli dell'individuo, creando senso di colpa, vergogna e paura, scoraggiando il pensiero critico col risultato di una totale assenza della libertà di pensiero, parola ed associazione. Si tratta di dittature non territoriali. Per questo motivo, le argomentazioni di chi difende le sette in base ai criteri liberali e democratici sono paradossali.

Infine, le sette sono un ambiente difficile da abbandonare, non perché questo venga necessariamente impedito fisicamente (anche se a volte succede), ma soprattutto perché i "costi di uscita" da un culto estremista e totalitario sono avvertiti spesso come più alti di quelli di rimanere. Questi sono costi psicologici, quali la percezione di fallimento esistenziale, e pratici, come la ricostruzione della vita, del lavoro e delle relazioni.

"L'impatto sulla società è ben più devastante di quanto si sospetti, non solo perché le ripercussioni psichiche ed economiche coinvolgono migliaia di persone, ma soprattutto perché la difesa di chi nega i diritti civili in nome dei diritti civili sorpassa in pericolosità il paradosso della tolleranza" di cui parlava Popper e mette a rischio le fondamenta della società democratica. Il contrasto del fenomeno prevede un lavoro informativo e di educazione precoce al pensiero critico" afferma Luigi Corvaglia, Dirigente Psicologo presso il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'ASL Bari, Presidente del Centro Studi Psicologici (CeSAP) e membro del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico della FECRIS (European Federation of Centres of Reasearch and Information on Cults and Sects), che di recente ha dato alla luce il suo libro "No Guru" (Collana Scientia et Causa, C1V Edizioni), volto a fornire una conoscenza e una comprensione del fenomeno e delle sue caratteristiche in modo scientifico e puntuale.


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